Cronaca 

L’assessore alla Sanità: “Misure drastiche se continuano comportamenti irresponsabili”

Viale dopo che il suo analogo lombardo Gallera ha dichiarato come imminente il crash sanitario e chiesto di chiudere negozi, attività e trasporti per contenere i contagi da Coronavirus. <Anche noi potremmo arrivare ad un punto in cui non ci sarà possibile dare risposte>

È bene chiarire, innanzitutto, che il comunicato ai giornali di Sonia Viale è arrivato attraverso l’ufficio stampa del suo partito, la Lega, e non attraverso quello della giunta regionale. Va preso, quindi, come una dichiarazione politica e non istituzionale, anche se, in fondo alla nota, si legge il doppio incarico nell’ente: vice presidente e assessore alla Sanità.
Stamattina, l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha chiesto al governo di chiudere negozi e attività (tranne quelle essenziali) e trasporti per contenere i contagi da Coronavirus.

<In Liguria, abbiamo rinviato il crash del sistema sanitario regionale, ossia la situazione evidenziata dal collega al Welfare della Regione Lombardia Gallera – si legge nella nota -, ma proprio per questo sono necessarie misure drastiche. Stiamo mitigando la diffusione del Covid-19 con azioni straordinarie che impattano anche sulla rete ospedaliera, ma anche noi potremmo arrivare ad un punto in cui non ci sarà possibile dare risposte. L’unica cura al Covid-19 è il nostro comportamento responsabile come cittadini. Purtroppo, con rammarico, devo rilevare che ancora si verificano casi di persone che si presentano ai Pronto soccorso, nonostante i nostri reiterati appelli a non farlo per sintomi da influenza e infezioni respiratorie ma a chiamare il medico di medicina generale o il numero 112. Anche per questi comportamenti, sono necessari atti decisi e rigorosi. Il nostro personale sanitario, che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente, è in prima linea, ma non vogliamo arrivi al collasso. Come Regione abbiamo dato il via libera a ogni azione di riorganizzazione e supporto ai nostri operatori. Sulla mancanza di dispositivi di protezione personale, occorre una riflessione a livello europeo: se l’Europa è davvero un’Unione lo dimostri e metta a disposizione dei Paesi, in primis l’Italia, che ne ha più bisogno immediato forniture di Dpi disponibili>.

E bene puntualizzare che la Lombardia è stata investita dal virus quasi un paio di settimane prima di noi e che qui il peggio potrebbe ancora arrivare. E lì vedremo se l’incremento dei posti in rianimazione basterà.


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